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Nel 1983 la Chiesa Cattolica ha modificato il canone 1274 del Codice di Diritto Canonico per adeguarsi a quanto prescritto dal Concilio Vaticano II ed ha così posto le basi per il graduale passaggio dal sistema di sostegno economico del clero basato sulla “congrua” ad una diversa modalità ritenuta più equa e moderna, ma soprattutto più aderente allo spirito evangelico.

Con l’istituzione dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, l’accordo del 15 novembre 1984 con lo Stato italiano e con la Legge n. 222 del 20 maggio 1985, si sono realizzate quelle previsioni e quindi sono stati istituiti in tutte le Diocesi italiane gli Istituti Diocesani (o Interdiocesani) per il Sostentamento del Clero (I.D.S.C.).
La Legge 222/85 ha previsto tra l’altro che i “benefici” (come ad es. prebende, fabbricerie, ecc.) che costituivano fonte di sostegno dei sacerdoti nelle singole parrocchie fossero estinti e che i loro patrimoni, di natura mobiliare e immobiliare, fossero attribuiti ai costituendi Istituti Diocesani.
L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi di Udine è sorto con atto del 24 ottobre 1985 ed è stato riconosciuto civilmente con Decreto del Ministero dell’Interno del 20 dicembre 1985, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 gennaio 1986.


L’Istituto ha sede in Udine ed i suoi fini statutari sono di:

  • provvedere, ove occorra, all’integrazione fino al livello fissato dalla Conferenza Episcopale Italiana, della remunerazione spettante al clero che svolge servizio in favore della Diocesi per il suo dignitoso sostentamento;
  • svolgere eventualmente, previe intese con l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (I.C.S.C.), funzioni assistenziali e previdenziali integrative e autonome per il clero diocesano;
  • svolgere eventuali altre funzioni che gli fossero demandate da regolamenti emanati dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Per realizzare i suoi fini istituzionali, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Udine dispone di un patrimonio costituito principalmente da beni ex “beneficiali” (terreni e fabbricati) ed anche da eventuali donazioni, lasciti ed acquisti.
L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero può compiere tutti quegli atti finalizzati ad incrementare il proprio patrimonio; ha capacità, inoltre, di ricevere donazioni, eredità e legati ed incassare erogazioni liberali per conto dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero.

L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi è gestito da un Consiglio di Amministrazione ed è sorvegliato da un Collegio dei Revisori, che ne controlla l’attività, Organi questi, nominati dall’Arcivescovo di Udine ogni 5 anni; inoltre l’Istituto Diocesano è sottoposto alla vigilanza dell’Istituto Centrale (I.C.S.C.).
L’operatività è garantita da personale tecnico e amministrativo in conformità alle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione.

Per assicurare la massima trasparenza della gestione nel corso del 2011 il Consiglio di Amministrazione ha approvato specifici regolamenti per le singole attività, si è dotato di un Codice Etico ed ha nominato un Organismo di Vigilanza a sensi del D.Lgs. 231/2001.



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